Un addio senza parole

scritto da Paulus
Scritto Ieri • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 22 ore fa
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Testo: Un addio senza parole
di Paulus

«Passerò questa sera. Ora non ho tempo» disse fissandola con distacco. «Tu non hai mai tempo, mai e poi mai!» rispose con tono risentito, provando un senso di insoddisfazione. Pensava di lasciarlo perché quella relazione era impossibile e prima o poi avrebbe portato a una rottura drammatica e risolutiva. Sarebbe stato meglio parlare schiettamente, ma non aveva il fegato. Forse perché si sarebbe rammaricata; o forse perché paventava una reazione sproporzionata da parte sua. Del resto era violento, brutale e impulsivo. Avrebbe voluto sbraitare ma seppe dominarsi, perché anche lei, come lui, era solitamente irriflessiva. Rincasando, valutò i pro e i contro. Sarebbe senz'altro rinata se avesse troncato, senza frapporre indugi, quella relazione instabile e patologica. Finalmente libera, le si sarebbero aperte opportunità che ora non era neppure in grado di immaginare, e tanto meno di vagheggiare, lasciando che la fantasia prevalesse su ogni ragionevole considerazione. «Sei sempre in ritardo. Non fai che andare a zonzo, ti fai mantenere e torni solo per mettere i piedi sotto il tavolo» disse la madre scorgendola nella penombra del corridoio cieco. Ci aveva fatto il callo; del resto l'affetto tra le due era scemato gradualmente. Non rispose. La stanzetta era tutto il suo orizzonte. Il letto sempre sfatto, la biancheria ammucchiata sulla pediera e fazzoletti di carta in ogni dove. Quella mattina sortì prestissimo con l'alba che faceva appena capolino e un cielo grigio che faceva presagire uno degli abituali acquazzoni intensi ma passeggeri, propri di quella stagione. Il custode che l'aveva vista crescere, salire, scendere le scale chissà quante volte, fece un cenno di saluto, per dire un addio. Non l'avrebbe mai più rivista. Il giornale radio quella sera diede la notizia. Poi seguirono brani di musica strumentale.
Un addio senza parole testo di Paulus
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